Fermo amministrativo e ganasce fiscali: cosa c'è da sapere?

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Fermo amministrativo e ganasce fiscali: cosa c'è da sapere?

Fermo amministrativo e ganasce fiscali

Ganasce Fiscali: stiamo parlando del fermo amministrativo dell’auto a seguito di somme non pagate.

La storia è tristemente sempre la stessa: ci dimentichiamo di pagare una multa, un bollo o un qualsiasi debito all’Agenzia delle Entrate e – dopo 60 giorni dall’invio della cartella esattoriale – si procede con il fermo amministrativo.

Solo che, nonostante l’Agenzia sia sempre molto attenta a esigere i pagamenti, non è sempre altrettanto attenta nel notificare i fermi amministrativi: può succedere allora che semplice controllo da parte della stradale si trasformi in un incubo, con multa (salata) amministrativa e confisca del veicolo.
 

Come funziona il fermo amministrativo?

Il fermo è previsto per i debitori insolventi e consiste nel blocco dei veicoli intestati, che non potranno circolare per strada, non possono essere radiati dal PRA, esportati all’estero o demoliti.
Quando il contribuente riceve la notifica di una cartella esattoriale, ha 60 giorni di tempo per pagare, al termine dei quali l’Agenzia delle Entrate – Riscossioni ha la facoltà di attivare il procedimento di fermo, che viene comunicato attraverso un preavviso.
A questo punto il debitore ha altri 30 giorni di tempo per sanare la sua posizione (pagando, rateizzando o attivando provvedimenti di sgravio o sospensione) al termine dei quali si procede all’iscrizione vera e propria del fermo: il veicolo non è più utilizzabile.

 

Cosa succede dopo?

Una volta emesso il fermo può essere eliminato solo a fronte del pagamento completo; se il proprietario non salda il debito, l’Agente può disporre addirittura il pignoramento del mezzo e la vendita all’asta.
Tuttavia ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione: in primo luogo, il fermo non può avvenire per cartelle esattoriali inferiori agli 800 euro. Inoltre, per i debiti sotto i 1000 euro il pagamento deve essere sollecitato obbligatoriamente 2 volte, il primo dei quali deve avvenire dopo almeno 120 giorni dal preavviso ricevuto.
Nel caso il veicolo sia necessario per lavorare, e sia quindi strumentale alla sussistenza, il debitore può richiedere la sospensione del provvedimento allegando però tutta la documentazione per dimostrare che l’utilizzo del mezzo sia assolutamente indispensabile.

 

Rateizzazione e fermo amministrativo

Molti contribuenti richiedono la rateizzazione delle cartelle esattoriali, in modo da rendere sostenibile la spesa e pagare gli importi dovuti senza rovinarsi.

Cosa succede allora nel caso di rateizzazione di un debito con fermo amministrativo?

La rateizzazione blocca il fermo amministrativo, ma non lo cancella: in pratica, il fermo rimane sul mezzo e viene cancellato solo con il pagamento dell’ultima rata e il saldo del debito. Il pagamento delle rate però dà diritto a una sospensione del fermo, che può essere richiesta compilando il modulo apposito scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso il fermo non sia ancora iscritto e sia stato emesso solo il preavviso invece, il pagamento della prima rata blocca il provvedimento e lo rende nullo.

 

Come sapere se c’è un fermo amministrativo sulla tua auto? 

Per eliminare ogni dubbio, soprattutto nel caso siate a conoscenza di cartelle non pagate a vostro carico, è possibile richiedere una visura della targa direttamente dal sito dell’ACI o recandovi presso uno dei loro uffici.

La visura costa solo 10€, ma può risparmiarvi sorprese ben peggiori nel caso stiate circolando con un’auto sottoposta a ganasce fiscali. La visura è utile anche nel caso si stia acquistando un mezzo da un privato ed evitare di comprare un mezzo che non può girare! 

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